App per macOS
MailPilot invia messaggi personalizzati agli elenchi che hai già in un foglio di calcolo, dalla tua casella di posta, tenendo sotto controllo tutto ciò che decide se un'email arriva davvero: autenticazione, rimbalzi, ritmo, disiscrizioni.
Mandare mille email è facile: lo fa qualsiasi script in dieci righe. Il difficile è fare in modo che vengano lette — e che il giorno dopo continuino ad arrivare anche i tuoi preventivi e le tue fatture, dalla stessa casella.
Tutto quello che serve per portare un elenco di contatti dal foglio di calcolo alla casella del destinatario, senza passaggi manuali e senza servizi esterni obbligatori.
Riconosce da solo separatore, codifica e riga delle intestazioni — anche nei file esportati da Numbers o da Excel su Windows, accenti compresi. Trova la colonna degli indirizzi e scarta duplicati e righe senza email.
Scrivi il messaggio con formattazione, immagini e pulsanti. I campi del CSV si inseriscono come banner colorati: al momento dell'invio diventano il nome, la città, il numero di pratica di quella riga.
Spedite, rifiutate, escluse, rimandate a domani. Ritmo al minuto, fine stimata, tasso di errore e i rifiuti raggruppati per messaggio del server, così capisci subito se è un caso isolato o un problema.
Ogni riga della lista conserva quante email ha ricevuto, quando, con quale esito e con quale campagna. Esportando il CSV ti porti dietro il registro completo.
Imposti quante email al giorno vuoi mandare: MailPilot spedisce fin dove arriva la quota e riprende il giorno dopo esattamente da dove si era fermato, senza doppioni.
Funziona con qualsiasi server SMTP: la casella aziendale, oppure un servizio d'invio professionale. Più profili configurati insieme, si passa dall'uno all'altro con un clic.
Un indirizzo che non esiste più, un dominio senza firma, una richiesta di cancellazione ignorata: bastano pochi errori perché i filtri smettano di fidarsi di te. E quando la fiducia si perde, non la perde la campagna — la perde il tuo dominio, cioè anche la posta con cui lavori ogni giorno. MailPilot mette un controllo in ognuno dei momenti in cui il danno può nascere.
Per ogni destinatario verifica che il dominio esista e sappia ricevere posta. Le aziende chiuse e i domini scaduti — la causa più comune dei rimbalzi negli elenchi raccolti dal web — vengono scartati prima di spedire, quindi non pesano sulle statistiche del servizio.
Interroga il DNS del tuo dominio e ti dice, con un semaforo, se i destinatari possono verificare che sei davvero tu. Riconosce anche gli errori sottili, come due record DMARC contemporanei, che equivalgono a non averne nessuno. Se qualcosa manca, l'avviso compare nella campagna e nella conferma di invio.
Nessuno riceve due volte lo stesso messaggio, nemmeno riprendendo l'invio a giorni di distanza. Chi è negli esclusi non viene contattato da nessuna campagna, mai.
Una pausa regolabile fra un messaggio e l'altro evita di farsi limitare dal server. Il tetto giornaliero è calcolato sulle ultime 24 ore e separatamente per ogni servizio, così non superi mai i limiti del provider senza accorgertene.
Quando un server risponde che la casella non esiste, l'indirizzo finisce subito fra gli esclusi. Con una distinzione che quasi nessuno fa: un rifiuto temporaneo (casella piena) non è un indirizzo morto, e un rifiuto del messaggio non è un rifiuto del destinatario.
In fondo a ogni email compaiono il motivo del contatto, i tuoi dati e il collegamento
per cancellarsi. L'intestazione List-Unsubscribe fa comparire nei programmi
di posta il pulsante "Annulla iscrizione" al posto di "Segnala spam": è la differenza fra
perdere un contatto e perdere la reputazione. Ogni messaggio parte in HTML e in testo
semplice, come si aspettano i filtri.
Alcuni server accettano il messaggio e lo respingono ore dopo: quel rifiuto è invisibile a chi ha spedito. MailPilot lo recupera dal servizio d'invio, lo registra nello storico del contatto e mette agli esclusi gli indirizzi definitivamente morti.
Ogni indirizzo escluso è classificato e spiegato in italiano: casella inesistente, dominio sparito, rifiuto del server, richiesta di cancellazione. Con la risposta tecnica a disposizione per chi la vuole, e la possibilità di riabilitare gli indirizzi quando l'esclusione era solo prudenziale.
MailPilot non ti lega a nessun fornitore: parla il linguaggio standard della posta elettronica, quindi funziona con la casella che già usi e, allo stesso modo, con i servizi d'invio professionali. Puoi tenere più profili configurati insieme — server, credenziali, mittente e limiti propri per ciascuno — e passare dall'uno all'altro con un clic, senza riconfigurare niente.
Aruba, il tuo dominio, qualsiasi provider.
Brevo, Mailjet, SendGrid e simili.
Scegli il servizio da un elenco e host, porta e limiti si impostano da soli. Le istruzioni per trovare le credenziali giuste compaiono accanto ai campi, perché ogni fornitore le chiama in modo diverso.
Con Brevo l'app scarica anche i rifiuti che arrivano ore dopo la consegna, li registra nello storico del contatto e mette agli esclusi gli indirizzi ormai morti.
Ogni servizio ha il suo tetto giornaliero, contato sulle ultime 24 ore. Se esaurisci quello di uno, puoi passare all'altro senza perdere il conto di chi hai già contattato.
Un avvertimento onesto: i servizi d'invio vietano gli elenchi raccolti dal web o acquistati, e sospendono gli account che li usano. Vanno benissimo per chi si è iscritto alle tue comunicazioni; per il contatto diretto ad aziende trovate online è più corretto — e più sicuro — spedire dalla propria casella, a ritmo ridotto.
Sono questi i numeri che rendono i controlli più importanti delle funzioni: una campagna andata male non si rifà la settimana dopo, perché il danno resta attaccato al dominio da cui hai spedito.
Dal foglio di calcolo alla casella del destinatario in quattro passaggi.
Trascini il CSV: MailPilot riconosce separatore, codifica, intestazioni e colonna degli indirizzi, e ti mostra quanti destinatari validi contiene.
Componi il messaggio e inserisci i campi del CSV con un clic. L'anteprima ti mostra il risultato con i dati di un destinatario vero, e puoi mandarti una prova.
L'app verifica domini e autenticazione, ti dice quanti messaggi partono adesso, con che ritmo e a che ora finiranno. Poi premi Avvia e guardi il cruscotto.
Se hai impostato un tetto giornaliero, il giorno dopo riprendi da dove eri rimasto. Chi ha già ricevuto viene saltato, gli indirizzi morti sono già fuori.
| Piattaforma | macOS 15 o successivo — applicazione nativa, nessun abbonamento |
| Dove stanno i dati | Sul tuo Mac. Liste, modelli, campagne e storico non escono dal computer |
| Credenziali | Nel portachiavi di macOS, mai in chiaro nei file dell'app |
| Invio | Qualsiasi server SMTP su porta 465 (SSL): casella aziendale o servizio d'invio |
| Formato dei messaggi | HTML e testo semplice insieme, immagini incorporate, allegati |
| Esportazioni | Liste con storico, registro invii e lista esclusi, tutto in CSV |
Scarica MailPilot e usalo quattordici giorni con tutte le funzioni: importa le tue liste, scrivi i modelli, guarda il cruscotto all'opera. Durante la prova ogni campagna parte verso un massimo di venticinque destinatari — abbastanza per capire se fa al caso tuo, non abbastanza per farne a meno.
14 giorni
macOS 15 o successivo · Apple Silicon e Intel
79 € una volta
Il codice arriva per email subito dopo il pagamento
I tuoi contatti restano sul tuo Mac: MailPilot non li invia da nessuna parte e non raccoglie alcun dato d'uso. Per l'invio usa la casella di posta o il servizio che scegli tu, con le tue credenziali.